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 RACCONTI EROTICI

» il regalo
inviato da: vannino42
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Hanno votato in 27 giorni 82 amici (37 donne e 45 uomini).


Regalo di compleanno

Quando questa storia ebbe inizio avevo 27 anni, facevo colpo sulle ragazze ma non avevo avuto ancora una storia seria con qualcuna  fino a quando non ho conosciuto Ivana una ragazza bellissima, di 22 anni, capelli corvini, occhi nerissimi, bocca larga, labbra piene, seno da capogiro.
La notavo da diversi giorni alla mensa dell’ospedale, mi attraeva e facendomi coraggio l’avvicinai per presentarmi.
Dopo pochi convenevoli mi disse subito che era una ragazza madre, da poco giunta in città da un paesino del Sud, sfuggita alle continue  pressioni che la volevano sposata con il ragazzo suo coetaneo che l’aveva messa incinta a 19 anni.
Alla sua bimba Sonia aveva dedicato anima e corpo ed era felice di aver trovato  in quell’ospedale il lavoro che le dava possibilità di non dipendere dai parenti petulanti e retrogradi.
Con Ivana ci fù subito simpatia ed attrazione reciproca che solo dopo due giorni ci condusse in un vortice di passione, di sesso e di amore  che ci mantiene ancora oggi legati.
Lei non aveva avuto più storie dall’ultima ed unica volta che fu messa incinta.

Ivana era diventata una brava infermiera mentre io facevo carriera nell’amministrazione dell’Ospedale.
Non avemmo figli ma io avevo imparato a voler bene la bimba di Ivana come se fosse anche mia figlia.
Sonia era attaccata in modo morboso alla madre e nei miei confronti dimostrava una marcata gelosia. Interpretava, nella sua ingenuità, come un torto gli slanci affettuosi che Ivana aveva nei miei confronti. Lei pretendeva  che la sua mamma prestasse solo a lei in modo esclusivo ogni tipo di attenzione. Comunque per me ciò non rappresentava un problema. Nel tempo la bambina prima, poi l’adolescente si era sempre mostrata scostante ed antagonista nei miei confronti.
Sonia cresceva gracile e delicata di salute e questo teneva in continua apprensione la madre che era sempre pronta a soddisfare, anche più del necessario, ogni minimo capriccio della figlia.
All’età di 16 anni Sonia era appena sviluppata , anche se nella sua esilità il corpicino di adolescente era ben proporzionato,, ma non destava alcuno interesse nei suoi coetanei  perchè era una ragazza chiusa, restia alle amicizie.
Era sempre più legata alla mamma, che venerava ed era l’unica sua amica.
L’estate dello scorso anno, al mare notai dei cambiamenti: il corpo di Sonia assumeva le forme che non lasciava indifferente l’altro sesso.
Il piccolo seno metteva in evidenza due capezzoli appuntiti sotto il minuscolo costume, il culetto rotondo, ben proporzionato sotto la vita stretta, sporgente leggermente all’indietro le procurava un tocco di sensualità in più.
Era più spensierata, si sentiva ammirata ed anche verso di me mostrava degli slanci insoliti, a volte. Ciò rendeva serena l’intera famiglia e particolarmente Ivana che continuava a coccolare ed assecondare ogni desiderio della sua bambina.
Il mio rapporto con Ivana era comunque sublime, come all’inizio, continuavamo ad amarci appassionatamente, lei era sempre una femmina meravigliosa, un’amante eccezionale.
Il nostro rapporto si rinsaldava giorno per giorno con la complicità del sesso sempre più spregiudicato.
Ivana era di una ricettività insaziabile, godeva sconsideratamente in tutti i modi con il m io uccello che è di dimensioni un po’ fuori del comune  specialmente in erezione.
Le piaceva in modo particolare impalarsi su di esso riuscendo a dirigerlo nella sua cavità dove sentiva il piacere più intenso, era comunque la posizione dell’amore che preferiva.
Con il tempo scoprivamo sensazioni sempre più nuove, imparammo ad eccitarci leggendo storie erotiche, consultando immagini pornografiche, industriandoci di imitarne le varie situazioni.
Ivana insomma venerava io mio uccello, che si adattava perfettamente in ogni sito di quel corpo favoloso e rimaneva sempre soddisfatta di tutte le sensazioni piacevoli che i nostri corpi uniti riuscivano a provare.
  
La scorsa estate , in quel piccolo appartamento al mare davamo libero sfogo alla nostra libidine.
Avevamo preso l’abitudine di rimanere in casa, tutti i pomeriggi per schiacciare il pisolino mentre Sonia si recava in spiaggia.
Ivana, era straordinariamente bella e sensuale nella sua piena maturità sessuale, ed al mare, in vacanza, rilassata, sembrava non fosse mai appagata. Si eccitava al massimo attardandosi in modo ossessivo a baciare, lappare, ingoiare il mio membro stando attenta a non portarmi alla ieculazione, perché lei prediligeva essere riempita dal mio seme caldo che le eccentuava il piacere. Quando si accorgeva che ero all’epilogo, mi veniva sopra ed in un sol colpo si calava completamente impalata, godendo immensamente delle mie  spinte finali  piuttosto violente al momento della ieculazione e mi scaricavo contemporaneamente al suo orgasmo, godendo ancora di più contemplando quel magnifico volto trasfigurato dalla lussuria.
Uno di quei pomeriggi, nella penombra della stanza accanto, riflessa nello specchio dell’armadio, mentre Ivana mi cavalcava con gemiti e sospiri, intravidi Sonia che ci osservava. Chissà da quando era li?
Il fatto di essere osservato da quella ragazza, sempre ostile nei miei confronti, aumentò la mia libidine, per cui feci in modo di mettere ben in mostra la potenza del membro che Sonia vedeva ben apparire e scomparire nel ventre della madre.
Quella volta, come per una sorte di rivincita nei confronti di quella ragazza, con maggiore intensità esclamai:
“ Come sei calda amore!! Sei un lago! Mi annego dentro!! Lo senti che duro??”
“Siiii! E’ fantastico…è più grosso che mai!!!”
“ Prendilo tutto…tutto!!!”  e vibravo colpi più potenti del solito, fino a godere più che mai, io consapevole, Ivana no, di avere una spettatrice attenta.

Sonia si allontanò ma uscendo provocò lo scatto della serratura.
Ivana senti e si preoccupò:
“ Sonia!! Ci avrà sentiti!! Ci avrà visti!!  oddio!!”
“ Con tutto il chiasso che abbiamo fatto!”
“ Come la prenderà?”
“ Non preoccuparti! Non è più una bambina!  Saprà che anche noi facciamo l’amore!”
“ Si, ma non ha mai visto un mostro, come il tuo uccello!”
Cerco di sdrammatizzare.
“ Non preoccuparti. I ragazzi al giorno d’oggi non si meravigliano così facilmente, se senti certi discorsi che fanno sull’argomento!”
“ Si sarà anche vero, ma Sonia da quel lato è ancora molto ingenua, lo sai che mi dice tutto perché io non le ho mai nascosto niente dal lato sessuale”
“ Appunto per questo non devi preoccuparti”
“ Ma sai  vedere un uccello come il tuo! Non so che effetto possa farlo!”  

Dopo quel pomeriggio, infatti, l’atteggiamento di Sonia sembrava fosse modificato, più morbido nei miei confronti. La sera  stessa notai in lei una strana indifferenza nei miei riguardi, evitava il mio sguardo, ma sottocchi mi osservava assorta, mentre verso la madre si mostrava piuttosto irritante.
Ivana non osò entrare nell’argomento con la figlia circa l’episodio del pomeriggio, ma si mostrava preoccupata e pensava che la scoperta di Sonia, nell’averla vista in piena estasi, perforata dall’enorme uccello, l’avesse traumatizzata dal momento che la ragazza non aveva assoluta esperienza sessuale, inoltre non aveva mai avuto un ragazzo.
Rientrammo dalle vacanze ed Ivana rivolse alla figlia ancora più attenzioni di quando gia non ne avesse.
Nei mesi che seguirono, Sonia continuava a trasformarsi nel fisico e anche nel carattere. Era più attenta alla sua immagine, si curava nel vestirsi, era più partecipe ai problemi familiari. Appariva più carina, le forme se pure minute si riempivano nei punti giusti e lei cominciò a metterle in risalto. La sua bellezza, insomma stava affiorando. Stava diventando una ragazza, direi sensuale, appetibile al sesso opposto.

Si avvicinavano i suoi 18 anni. Come sempre, la madre ed io le chiedevamo che esprimesse la sua preferenza per  il regalo di compleanno, che anche se costoso noi non le rifiutavamo mai proprio per vederla felice. Quell’anno lei stranamente rispondeva come se non le interessasse granchè:
“ Ci penserò, poi ve lo farò sapere, ma non vi preoccupate non vi farò spendere molto quest’anno”

Quel pomeriggio al mare, ormai era dimenticato da me ed Ivana, ma per Sonia evidentemente non fu così.
I suoi atteggiamenti nei miei confronti erano mutati in meglio, oserei dire sospettosamente spinti.  La vedevo più civettuola. Spesso, come non aveva mai fatto, mi salutava abbracciandomi strettamente. Mi compariva davanti in casa in abbigliamenti più succinti che mettevano in evidenza un corpicino perfetto. Mi lanciava , a volte, sguardi e sorrisi ammiccanti.
Mi rendevo conto che stava cercando di provocarmi. Io mi sforzavo di rimanere indifferente.
Di tutto ciò, Ivana, naturalmente non se n’era accorta.
Io non mi preoccupai più di tanto, anzi  mi sforzavo a rimanere del tutto indifferente perché sarebbe stato facile preda quella deliziosa fanciulla ormai.
Una sera di fine estate, eravamo già a letto quando scoppiò un temporale violento. Lampi e tuoni scuotevano la casa. Sonia si precipitò in camera nostra, mostrandosi spaventata, si infilò nel letto in mezzo a noi, come sovente faceva da bambina. Ma allora lo faceva per proteggere la madre da me. Si abbracciò alla madre dandomi la schiena ma nel contempo spinge il suo culetto sodo verso il mio ventre scendendo verso l’inguine dove l’uccello non rimase insensibile a quell’improvviso contatto elettrizzante, fresco, invitante.
Lei lo percepì nella sua massima dimensione  strofinadovisi   contro per pochi  paradisiaci secondi, perché mi ritrassi spaventato per la paura d’impegolarmi in una situazione imbarazzante con Ivana.

La sera successiva, dopo una furioso amplesso con Ivana, cercando di non fare rumore, per non svegliare Sonia, udimmo provenire dalla sua stanza dei lamenti.
La madre preoccupata si alzò seguita da me. I lamenti si fecero più percettibili, ci avvicinammo alla stanza ancora illuminata.
Dalla porta socchiusa, nel buio dalla nostra visuale assistemmo alla scena eccitante che coinvolse i nostri sensi istantaneamente.
Sonia era distesa sul letto. Si poteva contemplare il suo corpo nudo, piacevole con le piccole deliziose curve insieme allo spettacolo del suo sesso circondato da una folta peluria nerissima e dei sui piccoli e candidi seni, duri, sferici con i capezzoli rosei svettanti tra le aureole dello stesso colore. La vedemmo premere una mano sulla vagina ed infilarvi un dito per poi muoverlo freneticamente avanti ed indietro. Premeva con il dito medio il clitoride senz’altro infiammato. Sonia era fuori di se nel masturbarsi con una frenesia da scuoterle tutte le armoniose grazie. Il suo corpo era attraente, sensuale in quell’atteggiamento voluttuoso.
Il monte di Venere leggermente prominente ed il ventre piatto si sollevavano e si abbassavano in un convulso desiderio lussurioso.
Il viso era estatico con la bocca spalancata nella inconfondibile smorfia di godimento.
La scena era eccitante. Eravamo incantati, Ivana era sbalordita, io dietro di lei appoggiato sentii il membro indurirsi fra le sue natiche. Ivana mi rivolse uno sguardo diabolico, non so se di rabbia o di eccitazione. Non si smosse dalla posizione, perché era affascinata dallo spettacolo della sua deliziosa bambina che con il suo ansimare affannoso stava per venire.
Io ero al massimo dell’eccitazione e non ci misi molto ad afferrare il membro ed infilarlo da dietro nella natura fremente di Ivana, la quale lo ricevette emettendo un impercettibile soffocato sospiro, senza lasciare lo sguardo dalla scena di Sonia.
Iniziai a stantuffare velocemente a fondo in quel caldo buco ed insieme raggiungemmo un orgasmo irrefrenabile nello stesso momento di Sonia, inconsapevole di aver suscitato in noi una tale lussuria.
I giorni trascorsero, il clima familiare era idilliaco, Sonia era ancora più graziosa, anche nei modi e le sue provocazioni si facevano sempre più pericolose per me. A volte mi guardava dritto negli occhi fissandomi con sfida. Ero comunque lusingato ed orgoglioso che, senza alcuna intenzione da parte mia, ero stato la causa del mutamento e del risveglio dei sensi di quella ragazza che diventava sempre più splendida.
Non spinsi la situazione, sarebbe stato facile a quel punto approfittare dell’occasione per cogliere quel frutto prelibato e di occasioni me ne aveva fornito quella deliziosa perfida fanciulla!
Finalmente giunse il giorno del 18mo compleanno di Sonia che, nonostante i nostri continui solleciti non ci aveva ancora comunicato i suoi desideri circa il regalo. Rispondeva sempre in modo evasivo:
“ Non vi preoccupate, ve lo dirò.. ci penserò ancora un po’”
Così fino alla sera della festa non ce lo disse. La casa era piena di amici e conoscenti, Sonia scartò tutti gli altri regali ma non il nostro, si fece baldoria, si ballava e si beveva anche più del solito, anche Sonia, euforica, non fu da meno. Non aveva mai bevuto fin allora!
La festa finì, rimanemmo solo noi tre. Stanchi andammo a letto.
Era una serata piuttosto calda. Ci adagiammo completamente nudi su nostro letto.
Udimmo bussare e senza invito Sonia irruppe nella camera. Era splendida con indosso soltanto una camiciola bianca trasparente che lasciava intravedere le sue forme piccole ma perfette.
Sorridendo:
“ Fatemi posto, voglio festeggiare il mio compleanno solo con voi!”
“ Ma siamo nudi!!” disse la madre sbalordita.
“Anch’io! E’ meglio no? “ rispose la figlia.
Cominciai a capire dove la perfida deliziosa creatura stava tentando di parare ed ascoltavo divertito.
Ivana più irritata:


Ma Sonia sei ubriaca o impazzita?”
“ Mamma sono venuta a prendere il mio regalo! Ti prego!!”
Ivana sbarrò gli occhi, incredula, non credo che avesse già potuto intuire le intenzioni della figlia e prosegui, cercando di usare un tono più calmo:
“ Sonia, vedo che sei brilla, te lo avevo detto di non bere! Tu non sei abituata! Torna a letto ora!”
“ No mamma..  voglio stare qui con voi! Ti ripeto sono venuta a prendere il vostro regalo dei miei 18 anni. Credevate di passarla liscia!!”
“Ma di quale regalo parli, non ci  hai detto cosa desideravi. Ne riparleremo domani”
“No il regalo è qui e non vado via senza riceverlo!” replicò ora piagnucolando come quando da bambina insisteva ed otteneva ciò che voleva, e prosegui timidamente volgendo lo sguardo verso il mio grembo inerme:
“Lo voglio anch’io!!”
“ Cosa??” gridò Ivana, in un baleno aveva finalmente capito tutto:
“ Tu  devi essere pazza, Sonia!!”
Si sollevò sul letto, mi guardò spaventata, come a chiedermi aiuto.
Io rimasi muto, imbarazzato ma intimamente emozionato al pensiero delle intenzioni di Sonia.
La bimba, fino a poco tempo fa da noi ancora considerata tale, approfittò del breve silenzio e ricominciò in modo esplicito tutto di un fiato:
“ Mamma, non resisto più! Voglio provare quello che provi tu con quella meraviglia”
Ivana disperata aveva ora le mani che le reggevano la testa. Ma Sonia prosegui:
“Dalla prima volta che ti ho visto come godevi con..quello, tutto è cambiato.
Io non ho mai visto niente di simile, avevo solo sentito dire. E’ da allora che ho cominciato a provare il piacere che non conoscevo.
Oh mamma, quante volte vi ho spiato! Ho visto quel coso dappertutto dentro di te! Sei magnifica quando lo ricevi, quando lo adori. Ti trasformi e sei ancora più bella”
Ivana ora era ancora più disperata, con gli occhi colmi di lagrime, mentre la figlia proseguiva imperterrita, affannosamente, implorante:
“ Oh come t’invidio! Lo volevo anch’io! Ho provato in tanti modi, ma Aldo mi ha sempre evitata ed io in tutti questi mesi mi sono torturata da farmi male, al pensiero di averlo! E’ un’ossessione mamma, io lo voglio!!”
Sonia stava implorando solo la madre, per tutto il tempo non mi calcolò per nulla, perché sapeva che doveva convincere solo lei.
Ivana ora cercando di tapparsi le orecchie, come se non volesse sentire.
“Ti rendi conto Sonia! Aldo è mio marito! Potrebbe essere tuo padre!!”
“Ma non è mio padre!! Oh Mamma ti prego, fammi provare. Insieme a te… Ti prego!!”
Ivana ora piangeva silenziosamente. Abbracciò la figlia, teneramente, le accarezzò i capelli, la baciò e disse ancora con un ultimo tentativo di diniego:
“ Mi sento impazzire!! Tu sei pazza!! Non è possibile ciò che mi chiedi. Non ti rendi conto!!”
Ma Sonia non demordeva, era determinata nella sua richiesta, capricciosa come sempre. Tanto era sicura di vincere.
Io tutto il tempo non avevo aperto bocca, ero come un estraneo, ero solo un oggetto, era il mio strumento di piacere il conteso. Sonia voleva solo lui! Come un giocattolo. Lui alzò la testa sull’attenti.
Guardai Ivana, pendendo dalle sue labbra. Anch’io ora attendevo con ansia. Sonia singhiozzava sulle spalle della madre. Ivana mi guardò rassegnata, vinta rivolgendomi un triste sorriso di assenso.
Sonia capì, si calmò riempi di baci il viso della madre e vittoriosa si distese sul letto in mezzo a noi. Aveva ora il bel viso soddisfatto, rilassato e si addormentò.
Non aveva retto ai fumi dell’alcool che le avevano dato solo il coraggio di reclamare il regalo di compleanno.
Ivana si alzò dal suo posto, accostò amorevolmente di lato la sua bella bambolina. Si adagiò vicino a me, dall’altra parte del letto, lasciandomi in mezzo, mi abbracciò come disperata, mi baciò appassionatamente come per un saluto d’addio. Si accorse della mia tremenda erezione. Sottovoce sussurrò:
“Ti amo! So come la desideri ma sei stato straordinario a non cedere alle sue provocazioni fino ad adesso. Ma come posso fare? Lei ti vuole..non è solo un capriccio! Ti prego, amore, sii delicato  con lei.”   Proseguì  con un sospiro rassegnato:
“ Sarà il nostro regalo di compleanno!   Ma ora fallo a me il regalo, prendimi subito, fammi godere come una pazza, fammi dimenticare tutto”
Mi girai su di lei, emozionato, la baciai avidamente, le allargai le cosce con un ginocchio e l’uccello si fece strada da solo, fra le grandi labbra di quella natura calda, pulsante, sprofondandovi.
Mi guardò e sospirò. La penetrazione, in quel modo, nell’avvolgente natura di mia moglie era il momento massimo del piacere che più mi ha sempre esaltato, rinnovandosi ogni volta che il membro uscendo tutto rientra di nuovo fino in fondo lentamente. Fu un amplesso carico di passione, di amore e lo prolungai fino al massimo della mia sopportazione, procurando ad Ivana un orgasmo dietro l’altro. Stavo ringraziandola in quel modo per il dono che a mezzo mio aveva deciso di fare alla figlia, dono che non vedevo l’ora di consegnare.
Non ci curammo affatto  di poter svegliare  Sonia  accanto a noi con i sospiri, i gemiti e le urla di Ivana che non aveva mai goduto così in quegli ultimi tempi. Prosegui fino al mio sfinimento totale fra le sue braccia, infilato dentro di lei e così si addormentammo.

Mi svegliai per primo fra le due bellezze, che già filtrava fra gli scuri della finestre la luce del sole. Mi alzai con circospezione per non svegliare le belle addormentate. Mi recai al bagno, mi sbarbai, feci la doccia, ritornai in camera.
Ivana e Sonia dormivano ancora, tutte e due scoperte offrendo alla mia vista un visione paradisiaca che cercavo di scolpirla nei miei occhi.
Ivana, nuda era adagiata sul fianco, con le ginocchia piegate. Osservavo il magnifico fondo schiena, pieno, alla base del quale, fra l’incavo delle cosce intravedevo le grandi labbra unite dalle quale emergeva la punta del clitoride. Il seno grosso, pieno, dalla parte alta del fianco era appoggiato sull’altro, i due grossi capezzoli sembravano toccarsi. Era una visione eccitante che aveva sempre sviluppato la mia fantasia erotica e in quella posizione avevo tante volto penetrato eccitatissimo quella cavità meravigliosa, con piena soddisfazione della proprietaria.

Sonia era adagiata sulla schiena, la camiciola bianca, aperta davanti la lasciava completamente scoperta, era completamente nuda ed  era la prima volta che contemplavo quel meraviglioso gioiello inerme ed eccitante. Il suo visino tondo era rilassato, sembrava sorridere con la bocca leggermente socchiusa. Vedevo i due piccoli seni, candidi duri svettare con alla punta i piccoli capezzoli appuntiti. Il mio sguardo scendeva sul ventre piatto fino al pube ricoperto dal riccioluto cespuglio nero. In mezzo alla lattee cosce aperte oscenamente, guardavo stupito la natura vergine, le grandi labbra distanziate leggermente fra loro tanto da lasciare ammirare un buchetto roseo, invitante che mi lasciava immaginare la voluttà che avrebbe potuto donare la sua occupazione con il mio membro, che a tale vista già non stava più giù.  
Rimasi per un po’ a covare con gli occhi i corpi di quelle dilettevoli creature, coccolando ogni parte di essi, ero in estasi!
Mi rimisi in mezzo a loro, facendo attenzione di non svegliarle. Attesi chiudendo gli occhi, ripassando le meravigliose immagini appena viste, intanto il membro non ne voleva sapere di calare la testa e svettava libero ad angolo retto.
Forse mi addormentai, stavo sognando? una mano morbida, accarezzava dalla punta alla base il membro. Aprii gli occhi e vidi Sonia che lo afferrava con le mani tremanti dall’emozione cercando di sollevarlo dal ventre dove era appoggiato. Lo soppesava, lo lasciava cadere di nuovo sullo stomaco. Esclamò meravigliata:
“ E’ enorme! E’ magnifico”  
Svegliando la madre che sollevatasi sul letto rimase meravigliata dello stupore della figlia e confermò:
“ E’ bello Sonia, vero?”
A quelle dolci manovre il membro si inalberò del tutto e sollevò del tutto , mentre Sonia rispondeva alla madre:
“ Si mamma. Quante volte ho sognato di toccarlo! Ma un mostro simile ci starebbe dentro di me?”
“Cero! La natura si adatta. Ma sei proprio decisa?”
“ Si!!! Ma prima desidero vederlo ancora all’opera con te! Vederlo dentro di te mi eccita da morire! Oh quante volte vi ho spiato!!”
Ivana sempre pronta ad assecondarla, si chinò sul membro e cominciò a baciarlo, coccolarlo, prenderlo in bocca, pompando per un po’.  Si rialzò mettendosi in ginocchio allargando le magnifiche cosce sul mio ventre e invitò Sonia:
“ Prendilo tesoro, infilamelo tu!”
La ragazza lo impugnò, procurandomi un dolce brivido il contatto di quella manina di velluto che a stento riusciva ad afferrarlo, e tenendolo fermo attese che Ivana abbassandosi  lo inghiottisse del tutto nella cavità fremente, iniziando subito una cavalcata sull’asta inguainata solo a scopo dimostrativo.  Si sollevò subito lasciando il membro svettare solitario.
Stava preparando il regalo per la sua bambina.
Sonia ora era eccitata! Si stese sul letto ed attese ansimante che il sacrificio si compisse rivolgendosi alla madre:
“ Stammi vicina! Ti prego!”
Mi rialzai. Ora potevo guardare lascivamente quella vagina bella ed allettante, protesa fra il cespuglio di peli scuri, sottili come seta. Le grandi labbra sode e sporgenti, il clitoride rosso vivo.. Aveva un profumo delizioso, quella natura vergine, che mi si stava offrendo. Il mio naso si insinuò nella piccola fessura, la lingua penetrò dove potette.
Sonia emise un profondo sospiro.
Io quasi mangiavo quel frutto succoso a colpi di lingua, prendendo in bocca le parti sporgenti della michetta bollente e strofinando con la lingua il clitoride infiammato.
Sonia tremava, si agitava tutta. I suoi gemiti fecero avvicinare più vicino la madre:
“ Oh mamma, mi sta succhiando tutta…. Oh è pazzesco!!!.. sto per venireee!!”
“ Non è fantastico?” le chiese la madre accarezzandole il seno e titillandole i capezzoli.
“ E’ stupendo quello che mi fate!!” Replicò Sonia, godendo con movimenti sussultori del bacino.
Stava per giungere il momento tanto atteso, mi alzai in ginocchio. Il mio membro era spaventosamente congestionato, minaccioso.
Sonia lo ammirò con gli occhi resi languidi dall’orgasmo appena raggiunto. Con voce tremante mi disse:
“ Fammelo sentire, è enorme!”
Mi avvicinai di più e lei lo accarezzò dai testicoli alla punta, quasi a saggiarne la dimensione, la potenza. Mormorò:
“ Sono pronta… com’è bello? .Fai piano..oh mi sento tutto un fuoco dentro.” Poi rivolgendosi ad Ivana:
“Mamma stammi vicina, dammi la mano!”
Ivana mi rivolse una muta raccomandazione con gli occhi:
Mi misi le gambe di Sonia sotto le ascelle ed Ivana si accinse a dare una mano allargando le grandi labbra della ragazza mettendo in mostra un orifizio rosso e palpitante dove si intravedevano le tracce del recente orgasmo.
“ Adesso, Aldo, piano però!” Disse Ivana seguita da Sonia che quasi gridò:
“ Adesso!! Mettilo dentro!!”
Lo puntai per bene e spinsi. Sonia emise subito un grido di dolore, ma solo la punta era infilata e aspettai che Sonia si abituassi, mentre la madre le accarezzava il viso, stringendole la mano.
La cappella era avvolta strettamente e ciò mi faceva impazzire dalla tensione dall’ansia di proseguire. Ma ero paziente ed attesi ancora lunghi secondi. Finalmente Sonia si era rilassata e m’implorò :
“Ora Aldo! Ora!!!”

Le afferrai le natiche e l’attirai verso quell’asta che scomparve del tutto in quella guaina strettissima, infrangendo l’ostacolo dell’imene.
Sonia si dimenò come una pazza dal dolore, per l’invasione di quella potenza.
La tenni ferma, rimanendo conficcato fino all’elsa, ed immobile osai esclamare, dopo tutto il periodo che ero rimasto nel silenzio più assoluto:
“ Che fica magnifica!!!”
Ricominciò per me l’ansia spasmodica di muovermi in quel paradiso appena conquistato, ma mi sforzai di attendere che il dolore per Sonia si attenuasse e finalmente vidi che socchiudeva le labbra in un sorriso felice, allora cominciai a muovere la mazza lentamente, procurando a lei ed a me stesso brividi erotici indescrivibili.
Sonia a sua volta si agitava sempre di più man mano che la furia lussuriosa si faceva più violente.
Gemeva gridando, invocava la madre, il piccolo seno palpitava , agitava la testa, si mordeva le labbra, sgranava gli occhi man mano che l’orgasmo sopraggiungeva fino a quando che con mosse intermittenti con tutto il corpo venendomi incontro, come per sentirmi tutto dentro:
“ Ohhhhh….mamma.. sto venendooooo!!!”

Con la coda dell’occhio notava Ivana che assisteva eccitata alla scena ed la sentii  implorare:
“ Aldoo! Non venirle dentro ti prego!! Resisti! Scaricati in me ti prego!!”
Io quasi al culmine, mi bloccai.
L’orgasmo di Sonia stava scemando ed io a malincuore uscii da quella strettoia infuocata e mi diressi con il membro congestionato ed umido verso Ivana che attendeva a gambe oscenamente aperte gridando:
“ Vieni…non resisto!! Aldo!! Prendimi!!!!”
M’immersi con un colpo solo in quella natura sensuale al massimo dell’eccitazione.
La pompai prepotentemente mentre Sonia, languida, osservava affianco a noi.
Finalmente mi scaricai copiosamente in un estasi accecante , nella fica allagata di mia moglie che insieme a me godette allacciandosi alle mie anche per non perdermi.
Mi riversai su di lei baciandola delicatamente.
Rimanemmo tutte e tre distesi, esausti sul letto.
Sonia si rivolse alla madre mentre mi toccava, ora il membro a riposo:
“ Mamma è meraviglioso non potevate farmi un regalo più bello!”  





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"Fammi Godere" nella sezione
PORNO GAMES


Sissi
è la concorrente in testa in questo momento con
1709 voti.



messaggi di single, coppie, ecc.
L'ultimo messaggio :
bimbadolce
Per tante coccole dolci e sensuali..contat tami...sono calda e avvolgente come l'estate....
baciiii
Vale< r>p.s *** dalle 15 alle 21.no sms! ...
Tantissimi film
da godersi
direttamente
online
Le Donne si Spogliano
OGGI
Giochiamo a:
Dolce Pompino
Il video di oggi è:

NO, NO, il culo NO!!!



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