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Sabato scorso io e la mia ragazza, Michela, siamo andati in un centro commerciale vicino a Cagliari. La giornata era particolarmente afosa, così Michela uscì di casa abbastanza…svestita. La mia ragazza è molto carina: anche se piccola di statura è ben proporzionata; non è molto abbondante di seno, ma ha un culetto da favola, che di solito mette in evidenza con minigonne strettissime o pantaloni attillati, suscitando l’appetito sessuale di tutti i maschi che la vedono sculettare per strada. Siamo insieme da meno di un anno e devo ammettere che non posso lamentarmi di lei! E’ focosa e sempre disponibile nei miei confronti, anche se non ho avuto modo di provare troppi giochini erotici con lei. Ciò che desidero di più è penetrarla nel culo, ma ogni volta che ci ho provato lei mi ha fermato dicendomi che non se la sentiva, che deve essere molto, ma molto eccitata per farsi inchiappettare… Questo sabato era veramente in forma: indossava una minigonna in jeans cortissima, scarpe col tacco davvero sexy e una canottierina succinta. Avevo una voglia matta di scoparmela! Fosse stato per me, l’avrei trombata in mezzo alla strada! Quel giorno poi aveva uno sguardo malizioso, che di solito assume quando è arrapata e ha voglia di cazzo, del mio cazzo… Siamo andati al centro commerciale con la mia macchina e abbiamo trovato posto in un parcheggio un po’ lontano dall’ingresso. Come al solito, appena parcheggiati ci venne incontro un ragazzo di colore, probabilmente un senegalese, che cercò subito di convincerci a comprare qualcosa: “Ciao capo, cosa ti serve? Calze, collane, cd…” Molti di questi poveri venditori sono davvero simpatici, solitamente compro loro qualcosa perché credo abbiano un forte bisogno di soldi, magari per sfamare la famiglia che hanno lasciato al loro Paese d’origine. Però, se devo essere sincero, non vendono niente che mi possa servire, così solitamente do loro qualche spicciolo senza voler niente in cambio. Anche questa volta, scambiai qualche battuta con il senegalese e mi decisi a dargli qualche spicciolo. Controllai nel portafogli, ma mi accorsi che avevo solo biglietti. Così tornai in macchina e presi qualche moneta, che poi gli diedi. Come chiusi la macchina, sentii che Michela stava intavolando una discussione col ragazzo, chiedendogli di dove fosse, da quanto fosse in Italia, se avesse una famiglia, e così via. Il ragazzo rispose che ormai era qua da due anni, che veniva dal Senegal, dove aveva moglie e due figli. “Dev’essere duro stare da soli qua!”, disse Michela, che iniziò a guardarlo in modo strano. “Si, mi mancano i miei due bambini!”, rispose il senegalese. “E ti mancherà anche tua moglie, vero?”, incalzò Michela. “Da quanto tempo non fai sesso?” Non capivo perché la mia ragazza fosse così curiosa e indiscreta. “Beh, da un anno, dall’ultima volta che sono stato là”, disse il ragazzo. “Poverino…Ne avrai voglia…”, e così dicendo gli mise la mano sul pacco. Non riuscivo a credere ai miei occhi: gli stava massaggiando l’uccello, che cominciava a mettersi sempre più
in evidenza dentro i pantaloni. Ero sconvolto! E anche il ragazzo sembrava perplesso, e mi guardava con aria interrogativa. Mi sembrava di vivere un incubo! Però non riuscivo a far niente, anzi, ero curioso di sapere come andava a finire. Stanca di giocare, Michela abbassò la zip dei pantaloni e tirò fuori un uccello enorme! Senza pensarci su due volte si abbassò e iniziò a masturbarlo. La mazza nera si stava facendo sempre più lunga e grossa, raggiungendo delle dimensioni pazzesche! “Che spreco…Un così bel cazzo inutilizzato…Lasciamelo lavorare, non vorrei si arrugginisse…” Prima di sabato non credevo proprio che la mia ragazza fosse così troia! Mi lasciò di sasso! Iniziò a leccarglielo tutto, dalla punta ai coglioni, mugolando vogliosa…Anche il senegalese stava godendo, e devo ammettere che anche il mio arnese stava scoppiando! Ora Michela cercava di infilarsi tutto il cazzo, fino alla gola! Era un’impresa impossibile, visto il mostro che si trovava davanti… Poi si alzò, si sollevò la gonna e si mise a 90, poggiando le mani sul cofano della macchina. “Ora è il mio turno! Infilamelo dietro!” Senza pensarci due volte, il senegalese gli mise il cazzo in figa e iniziò a spingere. Michela gridava, prima di dolore e poi di piacere! Non era abituata a tanta grossezza…Certo, anch’io non mi posso lamentare con Madre Natura, ma si sa che i neri sono più dotati di noi bianchi… Avevo deciso di godermi appieno quello che stavo osservando, così iniziai a masturbarmi. Ero eccitato come non mai in vita mia! Gliel’avrei fatta pagare per bene in seguito, ma ora ero troppo arrapato per perdermi il gusto della situazione… Ormai la mia ragazza era venuta, lo sentivo dalle sue urla! “Ora infilami il cazzo in culo!”, disse improvvisamente. Ma come? A me non l’aveva mai dato il suo splendido buchino! Ero allibito!!! Per fortuna si intravidero i fari di una macchina che si avvicinava. Il senegalese le mise subito il cazzo in bocca per godere prima di essere visto e le venne dentro. Anch’io raggiunsi l’orgasmo in quel momento, e schizzai una quantità enorme di sborra in faccia a Michela. Con un fazzoletto lei si ripulì in fretta e noi ci ricomponemmo. Prima di andarcene prese un pezzo di carta e una penna dalla borsetta e scrisse qualcosa. “Questo è il mio numero, chiamami quando vuoi per finire il lavoro…” Ci dirigemmo verso il centro commerciale senza parlare. Non sapevo che parole usare per commentare ciò che era appena accaduto.... Poi lei disse, singhiozzando: “Scusa, mi sono comportata da gran puttana! Non so cosa mi sia preso!” Ora ero incredibilmente incazzato, l’avrei riempita di colpi! Poi però mantenni la calma e le dissi: “Non preoccuparti, dimentichiamo l’accaduto. Però ricordati che sono autorizzato a ripagarti con la stessa moneta un giorno o l’altro…” La prossima volta vi racconterò la mia vendetta…
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