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 RACCONTI EROTICI

» mia madre il padrone di casa
inviato da: guido
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MIA MADRE E IL PADRONE DI CASA
Scritta da: GUIDO

     Questa storia, veramente accaduta , risale a molti anni fa quando la pillola non esisteva,c’era solo il goldone , ma quello lo usavano le puttane.
Quell’anno l’ inverno era particolarmente  gelido.  In casa eravamo rimasti  io e mia madre, mio padre era  fuori città per lavoro, il  suo non è che fosse un grande stipendio ma era sufficiente a garantirci una vita  dignitosa nulla di più.  Mia madre faceva quanto poteva badando di controllare la spesa al centesimo. Purtroppo c’erano state delle spese  imprevviste così i sacrifici di mamma per fare quadrare il bilancio non erano bastati, ed  i miei erano in arretrato con il pagamento dell’affitto per la casa dove abitavamo.
Non era una gran casa ma con lo stipendio di mio padre non potevamo permetterci nulla di più, nonostante questo non si risusciva a tirare fuori i soldi per l’affitto. Era un serio dramma per tutti noi, mamma doveva già quattro mesi di pigione al signor Muciotti, che aveva minacciato più volte di darci lo sfratto per morosità. Quell mattina era un giorno come tanti di un freddo febbraio. Mia madre Carla, era una bella donna di 36 anni piena di via. prosperosa e con una folta capigliatura nera, mi aveva preparato, come tutte le mattine la colazione poi, dopo avermi dato un grosso bacio mi aveva mandato a scuola. Avevo da poco compiuto i tredici anni , andavo alle scuole medie.  
A volte il destino fa strani scherzi. Quella mattina ero leggermente in anticipo decisi di fare una strada più lunga per andare a scuola ,in modo da potermi vedere con il mio amico Percorso più lungo con strada gelata, ancor prima di arrivare a casa del mio amico scivolai su di una lastra di ghiaccio e sarei certo volato nel fiume se non mi avesse fermato la ringhiera del ponte. Fu la mamma del mio amico a prestarmi le prime cure. Una volta constatato che di rotto non c’era nulla, solo un livido sulle natiche ,anche se zoppicavo esageratamente,lasciò che ritornassi a casa .l’indomani avrebbe parlato lei con la mia mamma per la giustificazione .  Piano piano presi la strada di casa  cercando di entrare il più silenziosamente possibile per non allarmare mia madre. La casa dove abitavo era una cascina trasformata in un complesso di sei appartamenti divisi in modo strano. L’appartamento che occupavo con i miei aveva l’ingresso al piano terra  da qui una scala saliva fino ad una sala che veniva usata come sala da pranzo nelle festività.  Un lungo corridoio portava poi alle due stanze da letto, la mia e quella dei miei genitori: a metà di questo lungo corridoio c’era la porta della cucina preceduta da una specie di finestra per dare luce al corridoio stesso , finestra che mia madre aveva ingentilito con una mezza tendina a fiori.
Come sempre facevo aprii silenziosamente l'uscio, attraversai la sala e mi avviai verso  la cucina. Avvicinandomi sentii mia madre parlare in tono sconsolato con una voce roca , quasi afona. Incuriosito da quel parlottare mi avvicinai con circospezione, nascosto dalla tenda sul corridoi mi affacciai alla finestra e sbirciai attraverso i bordi ella tenda non perfettamente chiusi che permettevano una pefetta  vista della cucina. Vidi mia madre di fronte al padrone di casa, un uomo anziano non alto di corporatura robusta. "Signora sono quattro mesi di affitto che mi dovete. Lo capisce anche lei, io ho delle spese, con tutta la buona volontà non posso aiutarvi, mi trovo costretto a darvi lo sfratto .”  stava dicendo l'anziano  proprietario.
Costernata mia madre rispose,:"Mi capisca, sono una donna  con un figlio che studia e campiamo con quello guadagna  mio marito. Abbiamo avuto un momento di crisi, mio marito aveva perso il lavoro, ma ora ha trovato una nuova occupazione , vedrà che riusciremo a pagare gli arretrati, magari se lei potesse diluire il debito rateizzandolo, non ho tutti questi soldi!".
L'uomo, toccandosi il mento con fare pensieroso e senza mai staccare lo sguardo  malizioso e ammiccante dal prorompente seno di mia madre disse :" Mia cara signora, quando si è giovani e belle come lei una soluzione si trova sempre... Avrei in mente qualcosa, una proposta che potrebbe accontentare tutti e due: sta a lei decidere. " detto questo, il  padrone di casa si avvicinò a  mia madre ed espose  la sua proposta.  “Vede signora mia, io ho una certa età e sono vedovo da tempo, non ho molte occasioni di vedere delle belle donne come lei, e lei signora Carla a me piace da matti.  Così, se lei è d’accordo mi piacerebbe vederla nuda, in cambio le cancellerai un poco di debito, diciamo un mezzo mese?”  Mia madre rimase  senza parole “Sta scherzando.?” Rispose indignata   “No, non sto scherzando.Vorrei vederla nuda.” Ribadi l’ometto  lasciando mia madre nell’imbarazzo della situazione “Non sa quanta voglia ho di vederla nuda .” c ontinuo lui guardandola in viso  
“La prego cambiamo argomento, quello che dice mi pare una sciochezza” ribadi ancora lei.
  “La sorprende che io voglia vederla nuda? Le sto solo chiedendo di spogliarsi,non vuole realizzare questo mio desiderio?Pensi al vantaggio che ne ricaverebbe, signora sarà come fosse un gioco…un gioco fatto fra persone adulte e lei avrebbe mezzo mese di pigione pagata,mi pare un buon affare,no?.”
Mia madre, dopo aver pensato per un lungo momemto guardò l’uomo dritto in faccia ,poi:” Un gioco la cui regola è guardare e non toccare? Se è così va bene, altrimenti non se ne fa niente.”    L’uomo parve soddisfatto “Sono pronto “ dice sedendosi su una sedia.  
Mia madre con mosse impacciate iniziò a  sbottonare la camicetta di cotone lasciando che le prosperose tette saltassero fuori in tutto il loro splendore. Io immobile guardavo  la scena sconvolto da una strana eccitazione.   “Signora bella ha proprio un bel paio di tette….morbide, belle piene. Mi piace signora , lei è proprio una bella donna. Continui la prego, tolga tutto.” E mamma fece scorrere la lampo della gonna lasciando  che cadesse a terra restando in mutandine ,calze e reggicalze. Tremava, aveva brividi  e teneva gli occhi chiusi.  
“Non faccia la timida tolga anche le mutandine, mi mostri il suo gioiello.”   Mamma obbediente insinuò due dita dentro l’elastico delle mutandine e fece scorrere l’indumento intimo lungo le sue gambe fino a sfilarle del tutto.
Mamma, nella sua nudità mostrava un folto pelo a coprire la fica: era un perfetto triangolo rovesciato. Non fui il solo ad apprezzare, l’anziano padrone si complimentò a sua volta.
“Bello il suo boschetto è fantastico è un vero peccato tenere coperto un corpo come il suo. Lei è proprio una gran figa.”      
  “Grazie …ma ora il gioco è finito” disse mia madre chinandosi a recuperare le mutandine.  
“ Eh no mia cara signora, non ho visto tutto. Deve girarsi.” La riprese il proprietario “Voglio ammirare anche il suo magnifico culo.
Senza fare obiezioni mia madre lasciò ricadere le mutandine e con imbarazzo si voltò mostrando il suo lato B al porcone e non solo a lui, dal momento che a me era venuta una erezione, il mio piccolo pene se ne stava ritto come un palo “Che favola di culo “ gemette il poveretto facendo sobbalzare mia madre  che si girò velocemente.
“Ferma così non si muova, resti ferma così che è un piacere per gli  occhi. Rantolò l’uomo.
Mia madre, pareva essersi abituata alla presenza del Mucciotti, parve non essere più tanto inibita, anzi pareva provare un perverso piacere a mostrarsi, tanto che si girò facendo in modo che l’ometto avesse la possibiltà di riguardarla bene, sia le tette  che la figa coperta dal folto pelo.  
“Bella , bella tutta. Posso toccarle?, posso toccarle le tette”, la voce dell’uomo era tremula carica di desiderio. Anche io sono pieno di desiderio per quella magnifica donna nuda.   Mamma è ferma in piedi, nuda completamente, non risponde alla domanda .
“Il suo è un silenzio che vuole dire si? “ chiede speranzoso l’idraulico
“Ma non si era detto guardare e non toccare?”,gli chiese mia madre con un tono poco convinto, più un si che un no.
“Rifacciamo le regole allora” ripropone lui sbavando.”Diciamo che toccando le tue tette ti abbuonerò un mese intero.”
“Va bene ma non  troppo, ecco  deve essere une palpatina” rispose mia madre .
L’uomo si alzò, si avvicinò finchè  la sua mano  no andò a toccare il seno  sinistro di lei. Lo avvolse completamente nel palmo della mano, le  massaggiava la tetta carezzandola prima da sopra e poi soppesandola da sotto quasi a volerla sostenere, la strizzava con libidine  “Hai delle tette meravigliose” rantolava a voce bassa il porcone, non tralasciando un millimetro. Poi, lasciò il seno che tornò ad appoggiarsi sul torace di lei .Lui continuò la sua carezza usando il dorso delle dita. Ne seguì il contorno , sotto, sopra, attorno. Continuò a palpeggiare e carezzare per parecchio tempo, il porcone ci sapeva fare perché vidi i capezzoli di mia madre indurirsi e lei pareva volerli porgere a quelle dita. L’anziano  sorrise “Che meraviglia i tuoi capezzoli duri che puntano in alto.”  sussurrò soddisfatto. Si umettò le dita con la saliva e prima il capezzolo destro, poi il sinistro vennero presi tra l’indice ed il pollice fatti rotolare con tenerazza fino a quando il gemito di mia madre non gli annunciò la vittoria su di lei che in una parvenza di resistenza, gemette un debole “Nooooo, non deve toccarmi così. La prego, non faccia di me una poco di buono”.  Come non avesse sentito, l’anziano uomo prese i seni di lei con entrambe le mani impastandoli, pastrugnandoli, spremendoli “Posso baciarle” chiede, sapendo già che il silenzio della donna questa volta era un tacito accordo. La mano sinstra dell’uomo andò a sollevare la mammella mentre si chinava in avanti per avvolgere il capezzolo in un caldo e umido bacio. Le labbra succhiarono con ingordigia,”vieni qui” le disse mentre le prendeva la mano ed idietreggiava fino alla sedia. Il seno di mia madre era posto davanti alla sua bocca così da poterlo baciare e succhiare con più calma, cambiando ora uno ora l’altro. Mia madre accettava tutto questo ad occhi chiusi, pareva gradire molto le attenzioni dell’uomo, che seduto a gambe larghe sull’orlo della sedia se la era incollata al viso per meglio  baciarle le tette. In un movimento  impercettibile le  mani del Mucciotti scivolarono sui fianch i di mia madre, poi lentamente sulle natiche.  Mamma ebbe un sussulto che durò, probabilmente meno del pensiero di fermarlo, senza nessun ostacolo  l’uomo le abbrancò le natiche a piene mani. “Che bel culo che hai signora mia, c’è da impazzire a pastrugnarlo così.” Le mani di lui impastarono con bramosia ed accarezzarono  le natiche con bramosia, scendendo lungo le cosce , giù fino al ginocchio per poi risalire all’interno delle gambe , su su sfiorando lentamente le calze di nylon che tese dal reggicalze davano ancora più libidine alla cosa. Avevo tredici anni e quella donna era mia madre, ciò non mi impedì di trovarmi con il cazzo in mano  masturbandomi spudoratamente guardando la scena. La mano continò a salire, su , sempre più su fino ad incontrare la fessura del sesso di mia madre.
“NOOOOO” rantolò mentre l’uomo impugna a piena mano il sesso di lei solleticandole il taglio delle grandi labbra facendole schiudere per poi penetrare solo un poco.  “Sei bagnatissima, senti che figa bollente ti ritrovi. Ti piace,eh:” Grugnì  il vecchio porco.  Mia madre ebbe come un mancamento.  Le dita  dell’uomo penetrarono tra le grandi labbra, il  medio andò ancora più dentro manovrando in rotazione e sfregamento. Era uno spettacolo, una mano del Mucciotti posata sulla natica la palpava decisa, l‘indice dell’altra sta stuzzicando l’interno della vagina ed il pollice tormenta il clitoride, la bocca incollata sempre al seno succhiandolo come un pupo.   Il respiro di

mia madre si era fatto affannoso, stava tutta molle appoggiata all’uomo, che se non l’avesse  sorretta sarebbe crollata a terra. Lui imperterrito contnuò nel suo lavorio.  Con sorpresa  notai che le dita infilate nella figa di mia madre erano due, stavo assistendo ad una cosa completamente nuova. Con i miei compagni di scuola si era parlato di patatina delle ragazze e di cosa fanno i grandi , ma assistere non visto a quantostava facendo il proprietario di casa a mia madre aveva dell’incredibile.
Sentii mia madre gemere poi la vidi crollare, le si piegarono le gambe, tremava tutta mentre continuava gemere. “Noooo! È troppo. Basta la prego, basta. La smetta!!” Strillo mentre strinse le cosce nel tantativo di bloccare qulla mano che la sconvolgeva, si appoggiò completamente a lui che alzatosi sera allentato la cinghia dei calzoni  la baciava sul collo e la bocca.  Mamma a quel punto pareva essere tornata in se perché rifiutò quel contatto. Poi la vidi scostarsi e guardare in basso, come se qualcosa le desse fastidio, ebbi la possibilità di vedere anch’io il pene dell’uomo poggiato contro il ventre di mia madre, una cosa enorme lunga e grossa con un glande che pareva una grossa prugna tanto era viola, guardai il mio e mi parve misera cosa, ma ero solo un ragazzetto. Il porcone le sussurrava tenere parole d’amore.  “Signora bella non credi sia il momento di dare un poco di piacere a questo tuo ammiratore?”
Mia madre a quelle parole ebbe un netto rifiuto “No! Ora basta hai avuto quello che hai chiesto , mi hai vista nuda, mi hai toccata ,ora basta.”
Il porcone continuò a lusingarla “Ci possiamo mettere d’accordo, un uleriore aiutino potrebbe convincerti?” Mamma, riluttante  disse " Cosa mi fai fare non sei ancora contento di quello che hai avvuto”    
lui convincente aggiunse, ”Dai poco poco non ti chiedo mica la luna, no!    
“Va bene, ma facciamo una cosa veloce, prima che torni mio figlio da scuola....e questo è un nuovo accordo voglio scalati altri quindici giorni di affitto da quelli che le devo"   ribatte mia madre ormai persa.
"Non preoccuparti,  pagamento espresso..." ghignò il vecchio.  Si sfilò completamente la giacca e i calzoni  rimanendo orribilmente nudo,  con il suo incredibile membro duro e ben sostenuto  in orrida vista. Un superbo pene marrone,  esageratamente lungo, almeno 25cmper un diametro  di almeno 7cm . il glande completamente scappucciato aveva un colore viola ed era paurosamente grosso,  sotto tanto cazzo due grasse sfere ricolme di represso desiderio. . Il padrone di casa, con un sorriso maligno  cominciò a masturbare il suo grosso pene, talmente grosso e lungo che neanche le sue due mani messe insieme riuscvano a contenerlo tutto. Il  glande era diventto ancora più grosso e rosso era impressionante. Pur essendo di una certa età, il Muciotti vantava un cazzone durissmo, e già piccole gocce perlacee di liquido precoitale imperlavano la fessura in cima al suo glande.
Mamma, ormai completamente presa da quel randello mosse il suo meraviglioso corpo e il  monumentale seno verso il febbricitante uomo. Si chinò sull'anziano  e cominciò a maneggiare con difficoltà quel mostro per poi imboccare con gran fatica la cappella. Con sapienti colpi di lingua, mamma , cercò di aspirare nella propria bocca, per quanto possibile, il suo enorme e vigoroso membro. Sapiente e servizievole continuò il suo dondolio della testa su e giù fintanto che il vecchio comincò a tremare e rantolando un “ Dio! Signora mia che gusto mi dai bevimi tutto.” Nello stesso tempo posò le mani sul capo di mamma e non la lsciò fino a quando l’ultima goccia di sperma non le fu versata in gola. Mamma, quasi smascellata nello sforzo di contenere in bocca quella spropositata cappella, quasi si strozzò ricevendo quel mare di sperma in gola. Poi prese in mano il  turgido obelisco e lo pulì avidamente di ogni residuo di seme.
Il vecchiò, per nulla sfiancato ma ancora potentemente intostato, si rizzò e spinse mia madre sul tavolo della cucina "adesso saldiamo il conto..." disse solleticando il carnoso e arrossato orifizio di mia madre con la sua avida bocca, ne aspirava il clitoride facendo gemere e contorcere mia madre, le mani ancorate sui seni intente a strapazzale le tette. “Oddio!Dio mio!basta non ce la faccio più, smetti per piacere,basta!”  Lentamente l’uomo si sollevò staccando la avida bocca dalla vulva di mamma , che pensando lui avesse dato ascolto alle sue suppliche, gemette:” Dio mio  mi hai distrutta mi hai fatto godere come non mai.Sei tremendo , anziano ma terribile. Mai mio marito mi ha fatto godere così:”    Intanto il porcone si era posizionato tra le cosce spalancate di mia madre, che coricata sulla tavola di cucina presentava la pelosissima fica con l’aperura vaginale giusto all’altezza dell’enorme fallo di lui,  che con sapiente maestria cominciò a spenellare il glande contro la fessura fradicia di umori ed oscenamente spalancata .     Mia madre a quel contatto ebbe un sobbalzo sollevò la testa guardandosi tra le cosce e vedendo quello che l’uomo stava facendo strillo  “Oddio, che cosa vuoi fare? Non avrai mica idea di mettermi  quel tuo cosone dentro. Non se ne parla nemmeno.”
“Dai cuoricino mio, lascia che ne metta un poco dentro, guarda metterò solo la punta, ti giuro. Dai lasciami fare:”      “Ma neanche per sogno. Prima si era detto solo guardare,poi ha detto rifacciamo le regole tocchiamo un poco. Infine ti ho succhiato mi hai leccata tutta,e devo dire che mi è piaciuto tantissimo ma lasciare che tu mi sventri mettendomi  dentro quell’enormità,no! no! Dentro non si può,non se ne parla nemmeno. Non voglo per due motivi uno è mio marito che non ho mai tradito fino a oggi, l’altro è che ho paura di essere ingravidata. Vi conosco bene voi uomini , prima si stai tranquilla e poi via e a rimetterci siamo sempre noi  povere donne.” Così dicendo, mia madre fece per mettersi a sedere sul tavolo e scendere; ma il mostriciattolo la spinse nuovamente giù tenendola fema con una mano mentra con l’altra guidava l’enorme cappella contro la vulva di mamma che continuava a cantilenare “No, per piacere dentro no!”   Lui pareva essere sordo alle sue preghiere continuava a sfregare il grosso glandelungo la fessura della vulva separando bene i peli, sfregandolo su fino al clitoride e giù fino al buco del culo fino a quando la fica di mamma non si aprì come un fiore allora,  appuntato il glande contro l’orifizio della vagina prese a spingere. Seppur lubrificata dagli umori e dalla saliva della leccata precedente, per la figa di mia madre quell’ospite era veramente troppo grosso.  “OOOOOHH pianoooo, fai piano hai un tronco tra le gambe, mi stai facendo male” Lui con continuità faceva penetrare il glande poco alla volta. Era davvero bravo a far scivolare   dentro mia madre e invadere il pertugio con il grosso bastone incredibilmente rigido e fermo.   Una volta fatta entrare la grossa capocchia, il vecchio volle tranquillizzare mia madre. “Signora sei na favolal a cappella è entrata bene, la senti?”
Mia madre, vista l’inutilità delle sue richieste di fermarsi, cercava di agevolare la difficile penetrazione contorcendosi per variare l’angolo. Ad ogni spinta dell’uomo, lei rispondeva con un “Aaaaggghhh, hoi, fa male piano”  Finalmente l’uomo riuscì a spingere quel suo palo per tutta la sua lunghezza dentro la vagina. Si infilò fino allo scroto in un profondo affondo, nelle sode e morbide carni della povera mamma, che non senza evidenti segnali di dolore, dovuti all'enorme dimensione del sesso, inarcò la schiena. Una volta preso possesso della vagina, l’uomo restò piantato immobile in lei dando la posibilita alle pareti vaginali di adattarsi all’intruso. “Hai visto signora che sei riuscita a prenderlo tutto, non esiste fica che non riceva un bel cazzone,  lo senti?” grugnì l’uomo mentre mia madre gemendo diceva: “Non ti muovere per l’amor di Dio resta fermo mi sento scoppiare. Questo per me è un boccone troppo grosso, me lo sento in gola. NOOOOO,fermo mi stai spingendo l’utero nella schiena.”
Il vecchio si era mosso, un poco per volta, con movimenti lenti un po’ dentro ed un po’ fuori , l’uomo prese a cadenzare i movimenti del coito  “Ooooohhh,” gemeva mia madre ad ogni sua spinta.  “Brava signora stai tranquilla mi muovo adagio , anche a me piace chiavare lentamente, c’è più gusto, me lo stai stringendo che è una meraviglia” disse l’uomo con soddisfazione. Lo vedevo muoversi lentamente piano piano fuori ,quasi ad uscre completamente fuori, poi spingere il pene lentamente dentro fino a schiaccire l’enorme cappella contro il muso di tinca.  Mamma continuava a rantolare ma in modo diverso, ora lo invitava a muoversi, lo sentiva bene    “MI sta piacendo come lo fai, ora mi sono adeguata alle tue dimensioni. Mi piace ma ho troppa paura di restare incinta, levati ti prego.” lo pregava mia madre , e lui:”tranquilla sei troppo una gran figa per levarmi ora.” Continuando nel suo lento andirivieni.
Che l’uomo si stesse gustando la mia mamma lo capii da come le mise le sue grosse mani sotto le natiche attirandosela contro. La risposta di lei fu immediata “Aaaaaaggghh,noooo dove vuoi arrivare, basta mi stai schiacciando la bocca dell’utero , non puoi entrare più di così. Basta levati ho paura è tanto che lo stai facendo ti prego levati”  Il Mucciotti pareva sordo, i suoi affondi erano aumentati ormaidoveva essere prossimo all'orgasmo, dopo pochi minuti di martellante stantuffare, l'anziano cominciò ad ansimare  e ad irrigidire tutto il suo corpo in spasmi aritmici. Mia madre in preda a fondati timori si ricordò della pericolosità dell'imminenza dell’orgasmo dell’uomo, in quanto ancora fertile lei (e nel peggior momento del mese) glielo aveva detto più volte, sapeva che lui era  certamente fertilissimo , nonostante la veneranda età.  Lo invitò ancora levarsi a non venirle dentro, lo stava ancora supplicando, quando d'un tratto l'anziano inarcò la sua schiena, strinse fermamente  le grosse mani sulle natiche e grugnì attirando vigorosamente i fianchi di mia madre ancor più contro i suoi. Il poderoso perno era scomparso alla mia vista , stava completamente piantato nella vagina, quando cominciò a pulsare e contrarsi , riversando  dense e collose bordate di sperma, frutto  del suo turgido e pesante scroto, nel fertile utero di mia madre. Milioni di spermatozoi fluivano inarrestati dal profondo del vecchio derelitto dritti nell'utero inerme. Cascate di denso seme si riversavano nelle tube, fin dentro le ovaie, nel suo più intimo antro, fecondandola inesorabilmente.Lei gemette un “NOOOOOOO!dentro no,mi stai sborrando dentro” le disse che lo sentiva, caldo e prorompente, in quantità tali da debordare fin di fuori, dall'oltremodo slargato antro, fin sul tavolo, a formare un denso e copioso cumulo di seme. Era sicuramente impregnata di seme di quel meschino anziano, che si sfilò,solo  dopo aver riversato fino all'ultima goccia del contenuto delle sue grasse palle. Ancor con le mani sul prosperoso seno di lei, ammiccò malizioso, e le carezzò il ventre. "Mi ha ripagato adeguatamente ora, mia cara signora". Il vecchio si rivestì, e se ne andò.  Riuscii a sgattaiolare via dal mio posto di osservazione prima che lui uscisse, poi tornai ad osservare dalla tenda.Sfinita, mia madre si rialzò, mentre il suo sesso colava copiose dosi di colloso  seme. Fui nuovamente costretto a nascondermi. Ella si recò in bagno cercando di lavare via quanto possibile i copiosi resti del suo "pagamento". La sera il babbo tornò, felicitandosi del miracoloso buon cuore del padrone di casa. Dopo quattro mesi, il  ventre appena rigonfio e l'ingrossamento (per quanto possibile) del suo già maestoso seno furono inevitabile segno dello stato di gravidanza di mia madre, prossima alla nascita di 1 sorellina. La storia finisce qui: non so quante altre volte mia madre abbia pagato l’affitto in quel modo. Oggi io ho due sorelle e mio padre ha comprato l’utilitaria per andare al lavoro,si sarà reso conto di portare le corna?





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I Commenti dei lettori:


strabiliante...mi sono sborrato addosso!!!
» checcocornelio [25/02/2009]


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