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 RACCONTI EROTICI

» il lavoro a domicilio 3a parte
inviato da: cato
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Prima di uscire si volta verso di me e mi sussurra - Mi raccomando però! Mettiti il forcipe per due ore prima delle nove, poi fatti la solita doccia. Mi saprai poi dire -
Nei giorni successivi mi sono messa l’apparecchio nell’ano, alla mattina, dopo avere accompagnato a scuola la figlia. Ogni giorno che passa, il muscolo cede leggermente e comincio ad apprezzare lo strumento.
Infatti, quando lo indosso camminando, sento un certo sfregamento all’interno del sedere, che mi procura una piacevole sensazione. Cerco di portarlo il più possibile fino all’ora in cui vado a riprendere mia figlia. Mi accorgo che quando non lo porto, quasi lo rimpiango.
Al pomeriggio, corro in bagno, mi tiro giù le mutande e provo ad inserirlo e mi accorgo che entra molto meglio.
Il martedì successivo mi preparo con cura: faccio la doccia, mi trucco, e mi profumo. Guardo l'orologio: sono quasi le nove. Mi metto davanti allo specchio: sono veramente desiderabile. Le sedute di lavoro mi hanno migliorata.
La pelle è più liscia, lo sguardo seducente e mi sento addosso un gran desiderio. Suonano alla porta. Vado ad aprire e mi trovo davanti un bel giovane, biondo, abbronzato, alto - Mi manda l'agenzia –
Ammirata lo faccio entrare. Appena dentro mi prende fra le braccia e mi bacia. Dapprima sorpresa, mi abbandono languida. Senza una parola mi prende per mano      – Dov'è la camera? - chiede. Lo accompagno.
Giunti nella stanza – Vieni qui – dice. Io mi avvicino e lui comincia a spogliarmi in silenzio. Quando sono completamente nuda, mi fa distendere sul letto e si sveste a sua volta. Guardo affascinata quel corpo scultoreo apparire lentamente. Ha un torace possente, dei fianchi stretti e delle gambe lunghe e affusolate. Vedo con timore che ha un pene enorme.
Il giovane si avvicina e si stende su di me. Comincia a succhiarmi i capezzoli, mentre con le mani mi accarezza dolcemente il bacino, scendendo verso il sesso. Sento le forti dita accarezzare il ventre, allargare le grandi labbra e cercare il clitoride. Sono rimasta abbagliata dalla sua bellezza e lo lascio fare ammirandolo. La bella testa si china fra le mie gambe e la bocca cerca il grilletto.
Ha delle labbra morbide e sento la sua lingua insinuarsi nella vagina. Emetto un sospiro e accarezzo i suoi capelli. Comincio a sentire la vagina inumidirsi e mi muovo cercando di spingere quella lingua voluttuosa più in fondo possibile. Chiudo gli occhi e comincio ad emettere rauche grida strozzate di godimento. Il giovane all'improvviso smette di leccarmi.
Sento che l'enorme pene sta tentando di entrare nella mia fessura. Avverto un po' di male, ma il desiderio è troppo grande. L'uomo, con le sue carezze mi ha portata ad un grado di desiderio incredibile e tutto il mio essere ora reclama di ricevere quel pene completamente dentro di me.
Spingo con tutta la forza che ho e mi aggrappo alla sua schiena possente. Lui dà un colpo deciso, ed il membro entra totalmente nella vagina. Percepisco i testicoli sbattere contro il mio ventre. Il giovane rimane fermo, dentro di me, mentre mi bacia ardentemente. Sento la sua lingua nella bocca e mi sembra un secondo pene.
La succhio avidamente, mentre l'enorme membro si muove, lentamente nel mio grembo, procurandomi un piacere incredibile. Comincio a contrarmi anch'io per accoglierlo il più possibile.
Mentre vengo penetrata, mi accorgo di quale differenza ci sia fra questo amplesso sontuoso e quelle scialbe esibizioni di mio marito. Mi aggrappo a quest’uomo avvolgendolo anche con le gambe e stringendomi a lui spasmodicamente. Sento che il giovane si ferma, ansante.
Apro gli occhi e vedo i suoi, bellissimi, fissi su di me – Vai alla grande – dice – cerca però di resistere il più possibile. Chiudi gli occhi ora... - Chiudo gli occhi e mi abbandono al piacere. La penetrazione dura a lungo, alternando momenti di calma a momenti più intensi.
Il mio corpo si sta svuotando d’energie, bruciate da questo amplesso che mi sta divorando. Credo di non riuscire a resistere. Tutte le mie fibre sono eccitate e il piacere incredibile. Lentamente l'orgasmo monta in me, travolgendo ogni resistenza. Non capisco più nulla.
Mi contorco, grido, pianto le dita nella pelle della schiena del giovane, poi, lascio che la marea del piacere sfoci. La mia vagina travasa una incredibile quantità d’umore, che mi bagna anche le cosce. Con le ultime forze, spingo più che posso il bacino, e sento il fiotto potente di sperma del membro maschile inondarmi le viscere e fuoriuscire dalla vagina.
Cado sul letto esausta, mentre il giovane si abbandona su di me– Sei stata fantastica! – lo sento affermare con la voce rotta – sei stata fantastica! –


Sto rigovernando la cucina quando sento squillare il telefono - Pronto, sono Piera... avrei bisogno di un grosso piacere. So che oggi non sei di turno ma mi è saltato un appuntamento, si tratta di un grosso cliente cui tengo molto... mi potresti dare una mano? –
Guardo l'orologio: sono le dieci e mia figlia esce solo alle dodici e mezza - Si tratta di una cosa al massimo di un'ora – continua Piera ansiosa – ce la fai? Tariffa doppia! - Va bene – rispondo – dammi mezz'ora - Sei un tesoro – risponde sollevata Piera –Ah! C'è un particolare. Quando suona vedi di avere solo una vestaglia addosso, solo quella capito? E' essenziale – Va bene –
Corro in bagno, mi faccio una doccia accurata, mi profumo dappertutto, poi, prendo una vestaglia dall'armadio e la indosso. Mi sto guardando nello specchio quando sento suonare alla porta. Corro ad aprire. Per evitare spiacevoli sorprese chiedo chi è – Mi manda l'agenzia - risponde una voce.
Per un attimo mi sembra una voce conosciuta, poi apro. Rimango esterrefatta: mi trovo davanti il condomino dell'ultimo piano, un vecchio con cui ho avuto dei diverbi - Ma guarda i casi della vita! – dice l'uomo sorridendo – la signora è fa parte dell'agenzia! Non l'avrei mai creduto! Questa è una sorpresa meravigliosa! Posso entrare o devo andarmene? –
Rossa in viso per la vergogna mi rendo conto di essere in una situazione disperata. Se lo mando via mi rovino la reputazione: le chiacchiere, lo scandalo. Il vecchio intanto sembra felicissimo di questa situazione. Accenna ad andarsene.
Presa dal panico lo richiamo – Aspetti! Entri... - Il vecchio entra trionfante. Chiudo la porta rimanendo muta davanti a lui - Posso sedermi signora ? - comincia entrando nella sala – Grazie, bene, bene. Devo dire che quando la signora Piera mi ha dato il suo nome non credevo alle mie orecchie. Me lo sono fatto ripetere tre volte e invece eccoci qui! Lo sa signora che quando la vedo in assemblea, la mangio con gli occhi? Quel seno! Quei fianchi! E quel carattere così ardente! Mai avrei pensato... e adesso l'ho davanti a me. Devo proprio gustarmi questa oretta! Allora, per cominciare le dispiace mostrarmi qualcosa? Si apra la vestaglia… - Rossa in viso l’apro leggermente.
- Si vergogna signora? Molto bene, venga vicino.. ecco così! Vediamo un poco - Così dicendo, il vecchio apre la vestaglia e il mio corpo completamente nudo appare alla sua vista bramosa. - Ah! Meglio di quanto potessi immaginare! Sentiamo queste tettone. Come sono morbide! Fortunato suo marito! E che capezzoli! Senti come si induriscono a toccarli! Non mi stancherei mai -
Sento le mani adunche del vecchio frugarmi il corpo e provo un gusto perverso nello svendermi - Venga più vicino, ecco così. Ora scendiamo lentamente al giardino dei fianchi Che bei fianchi! Ecco il cespuglio. Oh si è depilata! Non arrossisca signora. Le fa effetto che io le metta le mani addosso vero? Sentiamo... comincia a inumidirsi, mi piace ammirare la fessura liscia… -
Mi mette la mano fra le gambe e prende in mano il mio sesso – E’ bello grande, le labbra sono morbide. Ecco penetriamo col dito, apra le gambe signora - Avverto le dita che si intrufolano nella mia parte più intima, oggetto di divertimento per quel vecchio, e sento di scendere sempre più verso l'abiezione più volgare. Desidero ora di essere brutalizzata, usata come schiava.
– Brava, di più, brava, sentiamo il grilletto, eccolo! Adesso lo stimolo un poco...così...brava..si muova pure... chiuda gli occhi...mi dia la mano...ecco...ora si metta dentro le dita...ecco così....ha provato...brava...cominci ad accarezzarsi coraggio....ecco così...- Sono ferma in piedi con la vestaglia aperta, le mani sul mio sesso e mi sto masturbando sotto lo sguardo attento dell'uomo.
- Continui signora, da brava...si muova pure. Comincia a sentire piacere? Si tocchi pure, avanti, bene, bene, continui - Sento che comincia a montare l'orgasmo. In piedi non posso resistere molto e quindi mi rendo conto che presto sarei venuta. Il vecchio intanto osserva da vicino le dita che sono dentro la fessura.
Apre le grandi labbra con le sue e osserva rosso accaldato, il movimento sul clitoride - Ecco continui così... vedo che si sta eccitando...vorrebbe sdraiarsi...per resistere di più, ma a me piace vederlo fare in piedi... ecco così, lei ha uno specchio a grandezza naturale... si? In camera? Andiamo... si fermi –
Con la mano mi toglie le dita dalla fessura e si fa accompagnare in camera. Apro l'armadio con lo specchio - Ora si tolga la vestaglia e si metta davanti allo specchio... ecco così... ora ricominci a toccarsi, sì così, continui – Mentre mi masturbo davanti allo specchio il vecchio mi ha messo le mani sui glutei e mi sta accarezzando l'ano.
Comincia a inserire nel buchetto, prima uno poi due dita, movendole avanti e indietro. - Molto bene, vedo che ha allargato il buco... brava - Intanto sto per avere un orgasmo. Mi muovo a scatti e tremo, poi mi fermo ansante. Il vecchio estrae le dita dall'ano e le inserisce nella vagina piena di umore.
Senti come è lubrificata bene....ora proviamo di nuovo piacere... vero? - Comincia a muovere le dita ed io ho un movimento di ripulsa - E' troppo presto – dice – aspettiamo allora...intanto io comincio...- Così dicendo si apre i pantaloni ed estrae un pene duro e scuro. Lo massaggia con le mani, poi, si alza – Adesso signora apra bene le gambe....così....brava...ecco lo mettiamo dentro....oh come è largo....bene...ora cominci

a spingere...per prenderlo...ecco così brava ed ora sentiamo davanti, non dà più fastidio vero? Si comincia –
Così dicendo il vecchio eccita il clitoride con le dita mentre fa scorrere il membro nelle mie viscere.
Il movimento dura alcuni minuti, poi avverto il respiro affannoso del vecchio e un liquido caldo che mi viene riversato nell'intestino. Il movimento del vecchio cessa ma le sue mani continuano a masturbarmi davanti.
Mi muovo sotto il nuovo orgasmo, più violento del primo e contraggo i muscoli del sedere che contengono ancora il membro del vecchio. Questi sente i movimenti e si muove– Ah questi movimenti! - dice estasiato – mi eccitano terribilmente! – Infine vengo e l'umore della mia vagina bagna le dita del vecchio.
Estrae il pene ormai afflosciato e dà alcuni schiaffetti sulle mie natiche - E' stata molto brava signora. Si è meritata la tariffa doppia! Ora me lo lavi bene e poi abbiamo finito - Prendo il pene del vecchio e con una spugna lo lavo – Ora signora me lo asciughi con la bocca – Mi chino e prendo in bocca il pene ormai floscio. Comincio a leccarlo mentre il vecchio mi accarezza il seno - Ora basta – dice – la prossima volta useremo anche la bocca - Si riveste e mette i soldi sul tavolo - A presto signora, sarò uno dei suoi clienti più affezionati! - Una volta uscito mi lascio cadere su di una sedia.
E' stata un'emozione incredibile. Sono riuscita a vincere la ripugnanza che quelle mani mi hanno fatto in un primo momento e sento un piacere perverso a pensare a quando lo incontrerò per le scale. Ora so che lui mi ha vista nuda e mi ha anche penetrata eppure non riesco a vergognarmi. Sono felice di essere stata ammirata, accarezzata e desiderata. I miei freni inibitori si sono volatilizzati.
Squilla il telefono - Pronto tesoro, sono Piera. I miei complimenti, sei veramente in gamba, il cliente ha detto che sei stata superba, non ti lascerò più scappare. ricordati che dobbiamo vederci. Senti, mi hai sbalordito! Ho deciso di affidarti un compito delicatissimo, te la senti? E’ una cosa molto, molto particolare, ma voglio che sia una sorpresa... vuoi provare ?- Eccitata dall'avventura appena vissuta mi sento pronta a tutto.
- Dimmi cosa devo fare? - chiedo curiosa - E' una cosa particolarissima, bisogna però che tu vada direttamente a casa dei clienti... è possibile? - Rimango perplessa: clienti? Si tratta quindi di più di una persona. La cosa mi incuriosisce - Dammi l'indirizzo - Devi andarci però oggi pomeriggio; riesci? - A che ora? - Alle quindici, devi rimanere due ore. tariffa, pensa, tripla! - Va bene – rispondo– lascerò la bimba da mia madre, dammi l'indirizzo - Via dei Pini n 12, suona da Pizzi. Ah! Dimenticavo, devi andare con una gonna ampia non a tubo, mi raccomando... ne hai una? Bene, e la pillola. Auguri, poi mi dirai - Piera riattacca.
Sono eccitata al massimo. Corro a prendere mia figlia, poi, una volta datole da mangiare, la portò da mia madre e la lascio a lei con una scusa. Corro a casa, faccio la doccia a lungo, poi mi vesto e presa la macchina mi avvio all'indirizzo. E' una zona residenziale, con villette con giardino, separate da alti muri di cinta. Trovo il numero, e suono con il cuore in gola.
- Chi è – chiede una voce giovanile – Rimango sconcertata; sembra la voce di un ragazzo - La manda l'agenzia? - chiede nuovamente la voce. Con un fiato di voce rispondo – Si – Mi danno il tiro. Entro, percorro un vialetto e mi fermo davanti alla porta della villa. La porta si apre e compare un giovane. Mi guarda, poi dice – Si accomodi.... - Sono indecisa: cosa significa quel giovane? - La manda l'agenzia? – chiede un poco spazientito – la signora Piera? - Sono sbalordita. Accenno di sì con la testa. - Allora venga signora, su presto - Inebetita entro. Il giovane mi dice – Venga, le faccio strada. - Saliamo una scala e ci dirigiamo verso una porta. Il giovane l'apre.
– Prego... - Entro. Nella stanza c'è un ampio letto, uno scrittoio aperto e alcune sedie. Seduti su due seggiole ci sono altri due giovani. Appena entrata si alzano educatamente in piedi in silenzio.
Il primo giovane dice - Questo è il mio amico Roberto, questo è Carlo e io sono Andrea. Vedo che è molto meravigliata signora della nostra presenza. Questo fa parte del gioco. Dunque i clienti siamo noi signora - Cado a sedere su una sedia. - Vedo che è sorpresa, lo sono tutte la prima volta. Comunque per evitare equivoci, questo è il suo compenso – e tira fuori dalla tasca dei biglietti di banca – tariffa tripla, ce la possiamo permettere. Ha qualcosa in contrario? –
Sono talmente sbalordita che non rispondo - Bene – riprende il Andrea – possiamo cominciare. Lei è proprio il tipo che cerchiamo. Dunque farà la docente universitaria e noi saremo i suoi allievi - Finalmente trovo il fiato – Che cosa? Che cosa devo fare?  - Andrea prende un libro e me lo da - Lei siede su questa sedia allo scrittoio e ci legge questo libro.
Sto per sedermi quando Andrea mi ferma – Prima di sedersi, signora, dovrebbe togliersi le mutande e alzarsi la gonna fino ai fianchi - Rossa in viso, mi tolgo le mutande e appoggio il sedere nudo sulla sedia – Ora legga – continua Andrea. Comincio a leggere ad alta voce.
Carlo si inginocchia sotto lo scrittoio e mi prende le ginocchia aprendole al massimo. Raggiunge il mio sesso con una mano e introduce un dito nella fessura cercando il clitoride. Sento le dita del giovane stimolarmi il grilletto e la mia voce ha una incrinatura. Intanto Roberto si è messo alle mie spalle, mi ha aperto la gonna, e con la mano è risalito lungo la schiena fino al reggiseno che ha aperto. Poi passando al di sopra delle spalle mi apre la camicetta e si impossessa dei miei grandi seni. Comincia a palparli alla ricerca dei capezzoli e trovatili col dito li accarezza, sempre in silenzio.
Da fuori si ode solo la mia che legge ad alta voce la lezione. Intanto Carlo stimolandomi il clitoride mi ha eccitata, per cui muovo il bacino, sentendo aumentare il piacere. Oltre a toccarmi il grilletto Carlo mi ha inserito due dita nella vagina e le muove avanti e indietro. Intanto, gli altri due giovani, hanno preso in bocca ognuno un mio seno mi succhiano il capezzolo. Sento montare il piacere e la mia voce è sempre più disturbata.
Ad un certo punto non riesco più a resistere e mi abbandono, divaricando le gambe e chiudendo gli occhi. I tre giovani continuano a toccarmi fino a portarmi all'orgasmo. Carlo avverte l'umore bagnargli le dita e cerca di portare le dita stesse sotto le gambe verso l'ano. Mi sposto in avanti per rendergli più agevole la cosa e il giovane mi inserisce un dito nell'ano, fin dove può. Ora gli altri due, succhiandomi sempre i capezzoli scendono con le mani nel mio sesso e mentre uno ha ripreso a stimolarmi il clitoride, l'altro mi introduce due dita nella vagina.
Sono appena venuta, per cui ho un movimento di rifiuto alla nuova introduzione - Si alzi signora – dice Andrea – si spogli completamente e si distenda sul letto. Ha preso la pillola immagino. Bene! - Mi distendo sul letto e vedo i tre giovani spogliarsi e rimanere anche loro completamente nudi. Hanno tutti e tre i peni eccitati al massimo di dimensioni ragguardevoli - Apra bene le gambe signora – dice Andrea – Carlo tocca a te! –
Carlo sale sulla mia pancia con la mano cerca la fessura e trovatala introduce il pene che sparisce. Comincia a muoversi lentamente mentre gli altri due si mettono di lato e cominciano a succhiarmi i capezzoli. Carlo continua per un poco, poi con un grido soffocato sparge il suo seme nella mia vagina. Viene sostituito da Roberto che comincia a sua volta a penetrarmi con vigore. Mi sento sballottata e avverto che lo sfregamento continuo comincia ad eccitarmi nuovamente le pareti della vagina.
Anche Roberto viene dentro di me sostituito da Andrea. Questi però è più dotato e più abile. Mi penetra a lungo portandomi ad avere un nuovo orgasmo che mi lascia senza forze. Andrea però non è venuto e quindi mi fa voltare e mi inserisce il pene nell'ano. Continua per un certo tempo, poi con alcuni colpi irrora il suo seme nelle mie viscere. Si fermano ansanti e sudati per un poco di tempo. Poi mi ritoccano il sesso.
Sentendo che sono ancora ricettiva, Andrea si china sulla mia fessura e con la lingua e le dita mi porta ad un ultimo orgasmo che mi svuota completamente di ogni energia. Mi fanno rialzare - Ora signora può tornare a sedersi, finché si sarà ripresa. Con noi ha finito. E' stata molto brava, sa, lei assomiglia molto alla nostra docente di economia politica che ci ha bocciati al primo esame e così noi ci vendichiamo!  Le chiediamo solo di rimanere qui con noi per il tempo che rimane – guarda l'orologio – tre quarti d'ora. Deve restare così nuda a nostra disposizione. Non si preoccupi, non la penetreremo più e non le faremo provare piacere....solo così... –
Mi siedo: mi gira la testa. I tre giovani si rivestono lasciandomi in pace. Dopo circa dieci minuti Andrea mi chiede di alzarmi, mi accarezza le natiche e mette un dito sul buco del sedere mentre con l'altra mano si accarezza il pene che sta tornando duro. Anche gli altri due giovani cominciano a toccarmi i seni e sui peli del sesso. Sento che mi sto eccitando di nuovo e prendo in mano il membro di Andrea muovendolo ritmicamente.
Andrea smette di toccarmi e si concentra sul proprio organo. Intanto si sono avvicinati anche gli altri due. Allora prendo in mano anche l'altro pene e comincio a muovere anche quello.  Andrea mi ferma - Signora, poiché è così brava si sdrai sul letto...non le faremo niente... –
Mi sdraio sul letto. I due giovani mi mettono in mano i loro membri e mentre riprendo a stimolarli il terzo mi sale sulla pancia, mette il suo pene fra le mie grandi tette e comincia a stimolarlo. Dopo breve tempo vengono tutti e tre, chi nelle mie mani e chi sul mio petto - Complimenti signora – dice Andrea aggiungendo dei soldi al mucchietto preparato – è stata molto brava. Ora può farsi la doccia - I tre mi accompagnano alla doccia, mi guardano lavarmi, davanti a loro, mi lasciano rivestire e mi accompagnano alla porta - Arrivederci a presto signora - dice Andrea – e ancora complimenti! –









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